ASIA

Isola di Sumba: un pezzo di Africa in Indonesia

kodi_sumba.jpg

Forse molti non l’hanno nemmeno mai sentita nominare, ma l’isola di Sumba, nell’Indonesia del Sud incastonata tra Flores, l’Arcipelago di Komodo e Sumbawa è un luogo affacciato sul Oceano Indiano, caratterizzato da un’aspra savana e da basse colline che degradano dolcemente verso il mare.
La sensazione che ho avvertito atterrando nel piccolo aeroporto è stata quella di trovarmi in un angolo di Africa più che in un paese asiatico.
L’interno dell’isola è pieno di villaggi rurali caratterizzati da tipiche abitazioni con il tetto in paglia costruite intorno a tombe megalitiche e la gente che abita qui continua ancora oggi a rendere omaggio ai Marapu, gli spiriti protettori delle case.
Sono arrivata a Sumba durante il mio lungo viaggio in Indonesia nella regione di Nusa Tenggara, un lungo itinerario che comprendeva anche l’isola di Flores, l’arcipelago di Komodo e Rinca e per finire l’arcipelago delle Gili.

villaggio nell'isola di Sumba

I Villaggi dell’isola di Sumba

Questo luogo mi ha letteralmente stregato: un vasto territorio caratterizzato da piccoli villaggi e da coste lambite da un mare meraviglioso.
L’isola è molto vasta, e le strade che l’attraversano sono ancora molto rudimentali, quindi per non restare tutto il tempo in bus ho preferito visitare solo la parte ovest.
Con un volo interno da Bali ( attenzione perché i collegamenti sono solo 2 volte alla settimana) sono atterrata all’aeroporto di Tambolaka e ho raggiunto immediatamente Waikabubak, piccolo centro a sud ovest, base ideale per visitare i villaggi occidentali.
Il primo approccio è stato immediatamente positivo: la popolazione locale cordiale, ben disposta a farci visitare le proprie abitazioni fatte davvero di poco, ma piene di calore e di bambini urlanti ed eccitati nel vedere dei turisti, ancora molto rari quaggiù.

villaggio waigali Sumba indonesia

I villaggi tradizionali sono quasi tutti formati da due file parallele di case situate le une di fronte alle altre; le case sono strutture rettangolari adagiate su palafitte i cui tetti sono in paglia (in alcune case in lamiera) e il resto di bambù.
Nella parte sottostante vivono gli animali (maiali, galline, cavalli) e sopra le famiglie composte quasi sempre da anziani, coppie e bambini.
In mezzo ai villaggi si trova una piazza con al centro una pietra sulla quale vengono messe le offerte ai “marapu” gli spiriti protettori del villaggi e sempre qui si trovano le tombe dei defunti più importanti.
Tra i villaggi più caratteristici di questa zona ho visitato Waigali su un promontorio che domina il mare da una parte e le risaie dall’altra e Praigoli adagiato sulle colline, entrambi a sud di Waikabubak.
Appena fuori città, Praijing è circondato da palme da cocco e bambù e sebbene sia vicino al centro cittadino conserva ancora la sua autenticità.
bambini in un villaggio a Sumba
Infine ho avuto anche la fortuna di essere ospitata per un giorno e una notte in un tipico villaggio, nella zona di Kodi, e sebbene parlassimo lingue differenti è stato bello comunicare con queste persone a gesti e sorrisi: ho cucinato e cenato con la famiglia che mi ha accolta e trascorso la notte su una stuoia di bambù distesa sul pavimento, proprio come dormono loro.
popolazione di Sumba

Le cerimonie: riti funebri e mattanze

Prima di partire, leggendo e documentandomi, ho appreso che sull’isola di Sumba, in molti villaggi, quando muore qualcuno si usa ancora fare una cerimonia tipica, durante la quale, nel giorno prefissato per la sepoltura, si sacrificano molti animali e la gente che prende parte al funerale, agghindata in abiti tradizionali, trascorre la giornata tra balli e canti.
Partecipare non è semplice, proprio perché qui, diversamente da altrove, ci sono pochi turisti e i riti sono ancora riservati agli abitanti (direi per fortuna!).
Tramite una guida locale sono però riuscita a sapere che in uno dei giorni della mia permanenza si svolgeva un rito funebre e così sono riuscita ad assistervi.

balli e riti in Indonesia
Un’emozione unica, da brividi, che mi ha coinvolta fin dal primo momento, mentre raggiungevo a piedi il kampung del defunto insieme ad una processione di invitati di tutte le età, alcuni di loro seguiti da vari animali in attesa di essere sacrificati in onore al defunto.
Lungo il percorso diverse tombe ed in cima alla collina il villaggio: 4 o 5 case disposte intorno ad uno spiazzo, anche questo disseminato di lapidi, e ai lati della “piazza” delle specie di tribune coperte da teli per riparare dal sole, con delle sedie dove i vari parenti e amici arrivati da altre parti dell’isola sedevano per assistere al funerale.
Appena arrivata la mia guida mi ha presenta alla famiglia del defunto (un uomo anziano) e mi ha invitata ad entrare in casa per lasciare in dono l’ikat ( una specie di coperta tipica fatta a mano, ce ne sono di bellissimi) che ho appositamente comprato per portarla in omaggio; qui numerose donne mi hanno accolto e salutato in un modo particolare sfregando il loro naso contro il mio.
cerimonia funebre indonesia

cerimonia funebre a Sumba
Le sensazioni che mi hanno travolto sono indescrivibili, ho visto il defunto sistemato in posizione eretta avvolto dentro a delle coperte e dei teli, e così ho disteso anche io il mio ikat, firmato il libro delle presenze, e salutato le varie persone che mi venivano incontro.
Nel frattempo, in attesa della cerimonia, uomini e bambini sventolavano i maceti, pronti per la mattanza; dopo quasi 3 ore gli invitati hanno eseguito delle danze e un po’ alla volta hanno portato in mezzo alla piazza i maiali.
Tra urla, schiamazzi e canti gli uomini del villaggio hanno iniziato ad uccidere questi animali che con versi davvero atroci piano piano morivano (non so esattamente quanti ne abbiano sacrificati, perché ho perso il conto) ed in seguito venivano lentamente bruciati.
E’ stato poi il turno delle vacche; stessa situazione, e dopo averne viste uccidere 4 o 5 ho deciso di andare via.
La mattanza era lunga e per me è stato sufficiente ciò che avevo visto; non mi sento di giudicare gli usi e i costumi di un popolo, sono contenta di aver avuto la fortuna di assistere ad una cerimonia tipica, ma mi si è stretto il cuore a vedere tali atrocità.

zona di Kodi a Sumba

Mare e spiagge sull’isola di Sumba

Sicuramente non ho scelto quest’isola per trascorrere le giornate al mare, ma è stata una piacevole sorpresa scoprire che qui ci sono spiagge bianche e deserte bagnate da acque cristalline che non hanno nulla da invidiare a quelle di altre zone dell’Indonesia.

costa ovest isola di Sumba
Tra una cerimonia e una visita ai villaggi tipici, mi sono concessa perciò qualche bagno e un po’ di sole: le spiagge che vi consiglio nella parte ovest dell’isola sono sicuramente Pantai Marosi, a sud di Waikabubak, idilliaca e dalla sabbia bianchissima e Pantai Tosi, nella regione di Kodi a nord ovet, selvaggia con qualche capanno di pescatori.

Se per il vostro prossimo viaggio state pensando all’Indonesia vi consiglio assolutamente di venire qui!

partoforsetorno
Leave a Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.